

16 LUGLIO
BUSINESS OF BEAUTY GLOBAL FORUM 2026: I NUOVI ORIZZONTI DELLA BELLEZZA TRA AFRICA, CONSUMATORI MASCHILI E INCLUSIVITÀ
CORPORATE FINANCE
5 MIN READ
Dal Business of Beauty Global Forum 2026, evento annuale organizzato da The Business of Fashion, piattaforma internazionale di riferimento per l’analisi di moda, lusso e beauty, si consolida un’idea di bellezza globale: non più definita solo dal canone occidentale, ma aperta a nuovi mercati, segmenti e identità , dall’Africa alla crescente rilevanza del consumatore maschile fino a forme più ampie di inclusività .
Nella foto di copertina: Business of Beauty Global Forum 2026. Photo Credit © BOF
Giunto alla sua quarta edizione, Il forum si è tenuto presso lo Stanly Ranch nella Napa Valley, in California, riunendo circa 150 dirigenti senior, imprenditori e creativi provenienti da tutto il mondo. Nato nel 2023 da un’idea di Imran Amed, fondatore e caporedattore di BoF, l’evento è stato concepito prendendo ispirazione da un altro celebre appuntamento dell'azienda, BoF VOICES, con l'obiettivo di creare uno spazio intimo ed esperienziale dedicato all’evoluzione dell’industria beauty. Il format si concentra su temi chiave come l'innovazione scientifica, l'impatto dei social media, l'evoluzione dei modelli di consumo e il futuro dei brand creati e guidati da founder e celebrity.
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Emma Dabiri: ripensare la bellezza oltre il canone tradizionale
Il Forum si apre con l’intervento di Emma Dabiri, autrice, studiosa e voce riconosciuta nel dibattito su identità , cultura e rappresentazione. La sua riflessione introduce il tema centrale dell’intero evento: la bellezza non come semplice dimensione estetica, ma come esperienza culturale, sociale e personale, capace di influenzare il modo in cui le persone vivono il proprio corpo e costruiscono la propria identità .
Dabiri invita a superare una visione della bellezza legata esclusivamente alla perfezione o allo sguardo esterno, sottolineando invece il rapporto tra corpo, piacere e consapevolezza. In questa prospettiva, la bellezza diventa anche uno strumento di conoscenza e riconnessione con sé stessi. Il riferimento a Toni Morrison rafforza questa lettura: la bellezza non è un elemento superficiale o accessorio, ma una chiave attraverso cui comprendere la propria storia, il proprio corpo e il mondo circostante.
Da questo intervento emerge una cornice utile per leggere l’intero Forum: l’apertura verso il beauty maschile, il mercato africano e forme più ampie di inclusività non rappresenta soltanto un ampliamento commerciale, ma un’evoluzione del concetto stesso di bellezza, sempre meno legato a un unico canone occidentale e sempre più aperto a identità , bisogni e consumatori differenti.

Emma Dabiri, Business of Beauty Global Forum 2026. Photo Credit © BOF
Medplus e il nuovo volto del beauty africano
Joke Bakare, fondatrice e CEO di Medplus, la più grande catena nigeriana di retail nei settori salute e bellezza, ha condiviso un'analisi del mercato nigeriano e, più in generale, delle opportunità offerte dal continente africano.
Secondo Bakare, il rapporto tra cliente e beauty advisor è centrale: la fiducia non nasce solo online, ma soprattutto dall’esperienza fisica nello store, attraverso consulenza, competenza del personale e contatto diretto. In un mercato in cui i consumatori hanno sempre più scelta, non basta introdurre nuovi prodotti: è necessario posizionarli correttamente, spiegarli e creare consapevolezza. In questo senso, Medplus, con circa 150 punti vendita fisici, dimostra come il retail brick-and-mortar resti un motore fondamentale del beauty, capace di educare il consumatore e costruire relazioni di fiducia.
Bakare sottolinea inoltre che, in Nigeria, la sfida non risiede nell'assenza di innovazione, bensì nella capacità di portarla sul mercato. Idee, prodotti e competenze creative non mancano; ciò che spesso manca è la capacità di posizionare i brand, farli crescere e renderli competitivi su scala internazionale. In questo contesto, Medplus punta a diventare un acceleratore per l'intero settore beauty africano.
La prospettiva africana è particolarmente rilevante anche dal punto di vista demografico: secondo le stime delle Nazioni Unite, entro il 2050, una persona su quattro nel mondo sarà africana. Questo significa che il mercato africano avrà un peso crescente nell’economia globale e anche nel settore beauty.
Bakare richiama inoltre l'attenzione sulle esigenze specifiche della pelle melanizzata. Problematiche come acne, iperpigmentazione, discromie e uniformità dell'incarnato richiedono formulazioni sviluppate per rispondere alle caratteristiche di questo tipo di pelle. Alcuni prodotti locali, come il nigeriano Dang citato durante la sessione, nascono proprio con questo obiettivo, offrendo formulazioni studiate per garantire maggiore efficacia e migliori performance.
Un altro concetto centrale è quello del glow, inteso come pelle luminosa, sana e curata. La bellezza non riguarda soltanto il trucco o il viso, ma un senso più ampio di benessere, sicurezza e appartenenza. Sentirsi bene con il proprio aspetto può rafforzare la fiducia in sé stessi, influenzare positivamente le relazioni con gli altri e favorire una maggiore partecipazione alla vita sociale.
Bakare osserva infine che anche gli uomini sono sempre più interessati alla cura di sé e al desiderio di preservare un aspetto giovane. Richiamando una visione della bellezza diffusa in molte culture del continente africano, sottolinea come l'obiettivo non sia nascondere l'età , ma mantenere nel tempo un aspetto sano, curato e vitale.

Joke Bakare, CEO di Medplus, Business of Beauty Global Forum 2026. Photo Credit © BOF
Sid Baveja e il beauty maschile: quando l’invisibilità diventa mercato
Il passaggio dall’intervento di Bakare apre al tema del beauty maschile, approfondito da Sid Baveja, oggi Vice President of Operations per Central Europe, UK e Ireland di Too Good To Go. Attraverso la sua esperienza con Humanery, marketplace dedicato al grooming e al self-care maschile, Baveja ha evidenziato come gli uomini siano stati a lungo consumatori poco considerati dall’industria beauty, pur avendo bisogni concreti e sempre più rilevanti.
Il suo progetto nasce da una frustrazione personale: la difficoltà di trovare prodotti realmente efficaci e indicazioni specifiche per esigenze comuni, come le irritazioni da rasatura. Baveja racconta che, nei tradizionali beauty hall, gli uomini erano spesso trascurati: mancavano prodotti pensati per loro, raccomandazioni specifiche e spazi in cui sentirsi rappresentati. Una lacuna che non riguardava soltanto l'assortimento, ma più in generale la capacità del settore di riconoscere e valorizzare questo segmento di consumatori.
Il progetto prende così forma attorno alle esigenze del cliente maschile, con una gamma di prodotti sviluppati specificamente per questo target. Prima di entrare nel settore beauty, Baveja aveva lavorato in Goldman Sachs e ricoperto ruoli di leadership nel digitale. Questa prospettiva esterna gli ha permesso di osservare il mercato con gli occhi di un consumatore consapevole di un'esigenza ancora poco soddisfatta: gli uomini avevano bisogni specifici nel beauty e nel grooming, ma l'industria continuava a rivolgersi prevalentemente a un pubblico femminile.

Sid Baveja, Business of Beauty Global Forum 2026. Photo Credit © BOF
Paloma Elsesser: quando il corpo diventa tendenza
Un altro intervento significativo è stato quello della modella Paloma Elsesser che ha riflettuto a lungo sul corpo, sulla rappresentazione e sul rischio che anche l’inclusività venga trasformata in semplice tendenza. Il suo racconto si inserisce pienamente nel tema di una bellezza globale non più legata a un unico canone estetico, ma aperta a corpi, identità e vissuti differenti.
Elsesser spiega che la propria carriera da modella è iniziata per caso, mentre lavorava come cameriera da Miss Lily’s a New York. Da lì, anche grazie all’incontro con la truccatrice britannica Dame Pat McGrath, il suo percorso nell’industria della moda è stato molto rapido. La sua affermazione coincide con il momento storico della body positivity, di cui diventa una delle figure più riconoscibili. Lei stessa ammette che il timing è stato decisivo: le persone erano stanche di odiare il proprio corpo e l’industria aveva bisogno di modelle con una voce, capaci di portare una nuova energia.
La sua presenza ha avuto un forte valore simbolico. Prima ancora di essere riconosciuta dall'industria, Elsesser ha dovuto costruire un rapporto di accettazione e consapevolezza con il proprio corpo, mettendo in discussione gli standard di bellezza tradizionali e rivendicando una rappresentazione più autentica e inclusiva.
Il suo intervento evidenzia come il cambiamento non possa limitarsi all’inserimento di corpi diversi nell’immaginario dei brand, ma debba tradursi in un impegno autentico e duraturo per il riconoscimento di diverse forme di bellezza nella società . Per questo Elsesser mette in guardia dal rischio che movimenti come la body positivity vengano ridotti a semplici trend commerciali, perdendo il loro significato culturale e la loro forza trasformativa.
Dal Business of Beauty Global Forum 2026 emerge quindi l’immagine di un settore in profonda trasformazione, in cui la bellezza non è più definita da un modello unico, occidentale e standardizzato, ma da una pluralità di mercati, corpi, identità e comportamenti di consumo. Gli interventi di Emma Dabiri, Joke Bakare, Sid Baveja e Paloma Elsesser mostrano come il futuro del beauty sarà sempre più legato alla capacità dei brand di intercettare mercati, identità e bisogni diversi, puntando su inclusività reale, educazione del consumatore, consulenza qualificata e rappresentazione autentica.

Paloma Elsesser, Business of Beauty Global Forum 2026. Photo Credit © BOF
FONTE:
A cura della Divisione Corporate Finance di Consilia Business Management
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