

29 OTTOBRE
OLTRE I MERCATI TRADIZIONALI: LE NUOVE PROSPETTIVE DELL’EXPORT ITALIANO
CORPORATE FINANCE
3 MIN READ
DHL Express Italy ha presentato Let’s Go Trade!, un’iniziativa strategica realizzata con il sostegno di Confindustria, il patrocinio di Assolombarda e la media partnership de Il Sole 24 Ore. Il progetto nasce per offrire alle imprese una chiave di lettura delle tendenze che stanno ridefinendo il commercio internazionale, in una fase in cui individuare nuove opportunità di crescita sui mercati esteri richiede una valutazione sempre più attenta delle destinazioni.
Per le imprese italiane, ampliare la propria presenza internazionale non significa necessariamente entrare in un numero maggiore di Paesi, ma individuare quelli più coerenti con la propria offerta e con le prospettive del settore di riferimento. La scelta dei mercati su cui investire diventa quindi un elemento centrale delle strategie di export.
Un’indicazione in questa direzione arriva dalla Mappa dell’Export 2026 di SACE, che individua 16 mercati strategici nei quali le esportazioni italiane di beni hanno registrato, nell’ultimo quinquennio, una crescita media annua del 6%, rispetto al 5% dell’export complessivo italiano. Nel 2025, le esportazioni verso queste destinazioni hanno raggiunto gli 83 miliardi di euro, pari al 12,9% dell’export nazionale di beni.
Foto di copertina: photo credit © DHL Express Italy
I mercati da osservare
Le opportunità per l’export italiano si distribuiscono su aree geografiche caratterizzate da dinamiche economiche e commerciali differenti. Dall’America Latina all’Asia, passando per l’Europa centro-orientale, l’Africa e il Medio Oriente, ciascuna regione presenta prospettive specifiche, legate all’evoluzione della domanda, agli investimenti e al contesto economico e politico dei singoli Paesi

SACE, Mappa dell’Export 2026 – Focus ON
America Latina: opportunità tra risorse e integrazione commerciale. La disponibilità di risorse minerarie strategiche per la transizione energetica e digitale, il potenziale dei mercati locali e l’evoluzione delle relazioni commerciali rendono l’America Latina un’area di crescente interesse per le imprese che guardano a nuove opportunità di sviluppo. In questo contesto, Brasile e Messico si distinguono per le dimensioni dei rispettivi mercati e per l’integrazione commerciale. Per il Brasile, in particolare, le opportunità derivano anche dagli investimenti legati dai progetti infrastrutturali e dalla domanda di beni strumentali. L’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur può inoltre favorire nuove prospettive per gli esportatori italiani. Altri Paesi, come la Bolivia, richiedono invece un monitoraggio più attento delle condizioni macroeconomiche e finanziarie.
Europa Centro-Orientale e Balcani occidentali: mercati vicini da sviluppare. In un contesto di crescita moderata, ma relativamente stabile, Croazia, Serbia e Albania offrono opportunità per le imprese italiane. La progressiva integrazione con le filiere europee e gli investimenti pubblici sostenuti dai fondi dell’Unione Europea contribuiscono a rendere queste destinazioni interessanti per le aziende che intendono consolidare la propria presenza nei mercati geograficamente più vicini.
Africa: prospettive legate allo sviluppo. Nell’Africa Subsahariana, le opportunità commerciali si affiancano a fragilità macroeconomiche e politiche che richiedono un’attenta valutazione dei singoli mercati. Le prospettive di domanda risultano legate anche agli investimenti infrastrutturali ed energetici e ai programmi di sviluppo della regione. Nel Nord Africa e nell’area mediterranea, Marocco ed Egitto rimangono Paesi di interesse per lo sviluppo di relazioni commerciali e industriali, pur in presenza di rischi connessi alla stabilità macrofinanziaria e sociale. Per le imprese italiane, diventa quindi importante individuare i settori in cui le proprie competenze possono rispondere alle esigenze di sviluppo locale.
Medio Oriente: diversificazione economica e innovazione. I programmi di trasformazione economica dei Paesi del Golfo stanno creando opportunità in diversi comparti produttivi e tecnologici. Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti rappresentano mercati di particolare interesse per le imprese italiane: le esportazioni italiane di beni verso i due Paesi raggiungono complessivamente circa 14 miliardi di euro. Anche gli indicatori SACE evidenziano un elevato potenziale: nel 2026, l’Export Opportunity Index raggiunge 89 su 100 per gli Emirati Arabi Uniti e 85 per l’Arabia Saudita. L’indice misura il potenziale di sviluppo dell’export italiano in ciascun mercato, considerando il valore e la crescita delle esportazioni italiane, la struttura delle importazioni locali e la quota già detenuta dall’Italia. I punteggi elevati indicano quindi margini di sviluppo commerciale, pur non garantendo risultati per le singole imprese. Gli investimenti pubblici, i programmi di diversificazione economica e la domanda di tecnologie avanzate favoriscono occasioni di collaborazione industriale e sviluppo di partnership.
Asia: crescita e trasformazione produttiva. India e Vietnam si distinguono per il dinamismo economico e per il progressivo rafforzamento del proprio ruolo nelle catene globali del valore. L’India rappresenta un mercato di interesse per le imprese italiane, in particolare nei comparti industriali e della meccanica. Nel 2025, le esportazioni italiane verso il Paese ammontano a 5,5 miliardi di euro, di cui circa 2,1 miliardi relativi ai macchinari. Il Paese offre inoltre vantaggi legati ai costi competitivi della manodopera e alle dimensioni del mercato interno.
La Cina continua a rappresentare un mercato rilevante per le sue dimensioni e per le opportunità in specifici settori, sebbene le prospettive di crescita siano più moderate. Nel Sud-est asiatico, Indonesia e Thailandia possono beneficiare delle strategie di diversificazione produttiva delle imprese internazionali, con potenziali ricadute sulla domanda di beni strumentali italiani. Le opportunità vanno tuttavia valutate tenendo conto delle criticità istituzionali e politiche presenti nei singoli Paesi e delle condizioni di accesso ai rispettivi mercati.
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Una strategia di internazionalizzazione più consapevole
Individuare i mercati promettenti è soltanto il primo passo. Per operare con successo all’estero, le imprese devono valutare anche le condizioni di accesso, il quadro normativo, le dinamiche competitive e le eventuali barriere commerciali che possono influenzare l’ingresso in un Paese.
La capacità di integrare questi fattori nella pianificazione strategica consente di affrontare i mercati esteri con maggiore preparazione, diversificare le opportunità di crescita e costruire una presenza internazionale solida e sostenibile.
FONTI:
SACE, Mappa dell’Export 2026 – Focus ON
A cura della Divisione Corporate Finance di Consilia Business Management
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