

24 SETTEMBRE
FRIEZE SEOUL 2026: OLTRE LA FIERA, LO STATO DELL’ARTE IN COREA
KOREAN DESK
7 MIN READ
한국어 버젼을 볼려면 하단 페이지로 스크롤하세요.
Si è conclusa il 5 settembre al COEX, il centro congressi del quartiere di Gangnam, la quinta edizione di Frieze Seoul. Oltre 130 gallerie provenienti da 30 Paesi e territori hanno preso parte alla fiera, che in quattro giorni ha accolto più di 70.000 visitatori. Nata a Londra nel 1991 come rivista d’arte, Frieze organizza oggi otto fiere nel mondo, tra cui quelle di Londra, New York, Los Angeles e Seoul. Lo scorso giugno, nell’articolo “La Corea del Sud e i grandi musei internazionali: una nuova centralità culturale globale”, avevamo raccontato Frieze Seoul e il ruolo crescente di Seoul nella scena artistica internazionale. Ora, facciamo il punto su ciò che lascia l’edizione di quest’anno.

Frieze Seoul 2026, COEX, Seoul. Foto: WeCap Studio. Per gentile concessione di Frieze
Immagine di copertina: Frieze Seoul 2026. Foto: WeCap Studio. Per gentile concessione di Frieze
Le vendite hanno coperto un’ampia forbice di prezzo: da piccoli lavori intorno ai 60 euro fino a dipinti di arte moderna venduti tra 1,4 e 1,6 milioni di euro. Ma quest’anno sono soprattutto altri numeri a raccontare la dimensione raggiunta dalla manifestazione. Il pubblico proveniva da 54 Paesi e territori, il bacino più internazionale mai registrato dalla fiera, mentre i rappresentanti di 178 musei e istituzioni di 25 Paesi hanno segnato un nuovo record di presenze istituzionali.
Basta scorrere l’elenco delle istituzioni presenti per coglierne la portata. Dagli Stati Uniti sono arrivati il Metropolitan Museum of Art, il MoMA PS1 e lo Studio Museum in Harlem di New York, il LACMA di Los Angeles e il Museum of Contemporary Art di Chicago. Dall’Europa la Tate, il V&A e la Serpentine di Londra, il Centre Pompidou di Parigi, lo Stedelijk Museum di Amsterdam, il Museo Munch di Oslo e LUMA Arles. Per l’Asia figuravano M+ di Hong Kong, il Mori Art Museum di Tokyo, l’UCCA di Shanghai e il Singapore Art Museum.
Una fiera d’arte è naturalmente un mercato, il luogo in cui le opere vengono comprate e vendute. Ma per pochi giorni diventa anche qualcosa di più: uno spazio in cui artisti, gallerie, collezionisti e curatori provenienti da Paesi diversi concentrano la propria attenzione sulla stessa città. Accanto agli stand della fiera, infatti, si sono tenute diverse mostre di rilievo. Il Seoul Museum of Art (SeMA) ha dedicato un’esposizione a Yoo Youngkuk, pioniere dell’astrattismo coreano; il Museo Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea della Corea (MMCA) ha presentato Do Ho Suh e Christine Sun Kim; il Leeum Museum of Art, legato alla fondazione culturale di Samsung, ha ospitato Koo Jeong A. Il programma si è esteso anche fuori Seoul. Il Museum SAN di Wonju, progettato da Tadao Ando, ha dedicato una mostra a Lee Bae. In città, invece, le Neighbourhood Nights hanno portato ogni sera aperture straordinarie delle gallerie in un quartiere diverso. Per chi è arrivato in Corea anche soltanto per una visita breve, la fiera è diventata così un punto di accesso a un ecosistema artistico più ampio.
Il premio 2026 va a Yagwang
Il Frieze Seoul Artist Award di quest’anno è stato assegnato a Yagwang, collettivo di arti visive con base a Seoul fondato da In Jeon e Terri Kim.

Yagwang, Facade Zone, 2026. Opera commissionata per il Frieze Artist Award, Frieze Seoul 2026. Per gentile concessione di Frieze
L’opera realizzata per il premio, Facade Zone (2026), è un’installazione site-specific costruita a partire dallo stesso spazio della fiera. Il collettivo ha smontato le pareti divisorie di uno stand e le ha ricomposte in un’intelaiatura di legno. Al suo interno si trovano sculture in lattice e metallo ispirate alle vesti, alle catene e alle armature dei Quattro Re Celesti, divinità guardiane raffigurate nella pittura buddhista coreana. La struttura temporanea costruita per esporre le opere diventa così essa stessa parte dell’opera.
Istituito nel 2023, il premio sostiene artisti emergenti attivi in Corea nella produzione di un nuovo lavoro da presentare in fiera. Finora lo hanno ricevuto Hannah Woo nel 2023, Goen Choi nel 2024, Im Youngzoo nel 2025 e Yagwang nel 2026. Quattro edizioni sono ancora poche per dire che un singolo premio possa costruire una carriera internazionale. Ma c’è un modo concreto per capire che cosa può succedere dopo: guardare agli ultimi due anni di Goen Choi, vincitrice nel 2024.
Da Seoul a Venezia, la via del rame.
Nel 2024 Goen Choi aveva presentato a Frieze Seoul due nuovi lavori: White Home Wall: Welcome, realizzato con condizionatori d’aria dismessi, e Gloria, in cui tubi di rame lucidati e piegati in morbide curve attraversavano le pareti divisorie dello spazio espositivo.

Goen Choi, Gloria, 2024. Opera commissionata e prodotta per il Frieze Artist Award 2024. Per gentile concessione di Frieze
La mostra, Liberation Space: Fortress/Nest, a cura della direttrice artistica Binna Choi, è aperta dal 9 maggio al 22 novembre. Il titolo richiama l’espressione coreana haebang gonggan, «spazio della liberazione», che indica il periodo di transizione tra il 1945, quando la Corea fu liberata dal dominio coloniale giapponese, e il 1948, quando si insediarono i primi governi del Nord e del Sud. Meridian, l’opera di Goen Choi, è composta da tubi di rame tagliati e squarciati che scavalcano le pareti e attraversano l’edificio, dentro e fuori. Una parte prosegue oltre la recinzione fino al vicino del Giappone: è la prima opera commissionata congiuntamente dai due padiglioni.
Nel frattempo, c’è stato anche un altro punto di contatto con la scena internazionale. Nel 2025 Goen Choi è stata tra i dieci artisti selezionati per «Korean Artists Today», il programma con cui il Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo coreano e il Korea Arts Management Service (KAMS), ente pubblico per la promozione delle arti, hanno presentato insieme a Frieze dieci artisti coreani ai lettori internazionali, attraverso un supplemento speciale della rivista. Un premio fieristico, un programma pubblico di promozione all’estero, un padiglione nazionale: nell’arco di due anni si sono così intrecciate iniziative promosse da soggetti diversi.
Questo, però, non significa che tra questi passaggi esista un rapporto di causa ed effetto. Il Padiglione della Corea 2026 nasce dal progetto di una direttrice artistica scelta tramite bando pubblico e selezione dall’Arts Council Korea (ARKO), l’ente pubblico che commissiona il padiglione, e non ha alcun legame ufficiale con il Frieze Seoul Artist Award. La carriera di un artista si costruisce nel tempo, attraverso anni di lavoro e di mostre e un intreccio di relazioni con gallerie, curatori e istituzioni. Frieze può però collegare questo percorso, maturato negli anni, a nuove condizioni di produzione e a uno sguardo internazionale.


Veduta esterna di Liberation Space: Fortress/Nest, Padiglione della Corea, 2026. Foto: Donghwan Kam
Intervista a Goen Choi
1. Nei due anni successivi al premio del 2024 è cambiato qualcosa di concreto? Ci piacerebbe sapere, ad esempio, se sono arrivati contatti da istituzioni o curatori internazionali o se sono cambiate le sue condizioni di lavoro.
È vero che, dopo il premio, le occasioni di incontrare istituzioni e curatori stranieri a partire dalle mie opere sono diventate un po’ più frequenti. La mia ricerca e le mie relazioni come artista si sono costruite poco alla volta, nel tempo; in questo percorso, una piattaforma internazionale come Frieze Seoul è stata un’occasione per rendere il mio lavoro visibile a un pubblico più ampio.
2. Quando espone all’estero, le capita che il suo lavoro venga letto prima di tutto attraverso l’etichetta di «artista coreana»? Ci sono situazioni in cui questo aiuta e altre in cui è d’ostacolo?
Quando espongo all’estero, capita senz’altro che il fatto di essere un’artista coreana diventi una delle chiavi di lettura delle mie opere. A volte può trasformarsi in una cornice che porta a interpretare le opere innanzitutto alla luce di un’identità nazionale, ma non la considero necessariamente un ostacolo.
All’inizio partivo dalle mie esperienze personali e dagli oggetti familiari della vita domestica. Man mano che la mia pratica si sviluppa, però, mi trovo a riconsiderare le infrastrutture su cui si regge la nostra vita, e di cui si occupa la mia ricerca, come strutture comuni, riconoscibili in città e contesti di vita diversi. Allo stesso modo, spero che anche il contesto coreano resti aperto: non un’identità che definisca il mio lavoro, ma una delle tante condizioni che lo compongono.
3. Quest’anno a Frieze Seoul si sono visti diversi casi di aziende che hanno commissionato opere direttamente agli artisti. Ritiene che collaborazioni di questo tipo siano utili al lavoro artistico, o che richiedano qualche cautela?
Credo che collaborare con un’azienda possa aprire a un artista nuove possibilità, perché permette di confrontarsi con dimensioni, materiali e soluzioni tecniche difficili da sperimentare nella pratica quotidiana. Anch’io, in un progetto con un’azienda, ho avuto modo di estendere il mio metodo ad altri contesti e condizioni.
Detto questo, credo sia importante che la direzione dell’opera non venga decisa in partenza dagli obiettivi della collaborazione o dall’immagine del brand. Conta piuttosto un processo in cui l’artista, senza rinunciare alle domande e alle scelte che guidano la propria ricerca, dialoga con il partner per creare le condizioni in cui condividere davvero le rispettive visioni. Quando queste condizioni ci sono, l’incontro tra due mondi diversi può aprire possibilità che prima non esistevano.

Per gentile concessione di Goen Choi
Oltre l’arte, il paesaggio che disegnano le imprese
Anche quest’anno la fiera ha messo alla prova incontri di questo tipo in diverse forme, e tra i protagonisti ci sono anche aziende e gallerie italiane. Dal 2023 Bulgari sostiene l’Artist Award e, con esso, la produzione delle nuove opere commissionate. La sezione Focus, dedicata alle gallerie emergenti, è realizzata in collaborazione con Stone Island, che finora ha sostenuto 212 presentazioni di oltre 130 espositori in 12 fiere Frieze. In questa edizione la galleria romana Matèria ha presentato le sculture in peltro di Bekhbaatar Enkhtur, artista mongolo che vive e lavora a Torino, ottenendo una menzione speciale del Focus Stand Prize, il riconoscimento al miglior stand della sezione. L’Italia è stata presente anche sul fronte delle vendite. Mazzoleni, galleria con sedi a Torino e Londra, ha osservato che l’interesse dei collezionisti coreani si sta allargando tanto ai maestri moderni quanto agli artisti contemporanei.
Ma il contributo delle aziende non si limita al sostegno delle esposizioni. A Frieze Seoul 2026 diverse imprese hanno commissionato nuovi lavori direttamente ad artisti coreani.
Stone Island ha realizzato un progetto di T-shirt ideato per la fiera insieme a Yongjae Lee, artista presentato nella sezione Focus dalla galleria Caption di Seoul. Vetrina internazionale e collaborazione con un brand sono così arrivate nella stessa settimana.
FILA, marchio nato a Biella nel 1911 e dal 2007 controllato da un gruppo coreano, ha scelto invece la via del bando. Per il progetto FILA COLORE, una open call sul tema «Silver», sono stati selezionati Keunwook Ji, Giwoong Kim e Sascha Nordmeyer. Dopo la fiera, il progetto proseguirà alla Frieze House Seoul, lo spazio permanente di Frieze in città.
Sul versante dell’artigianato artistico si è mossa Loewe. Durante la Frieze Week, la settimana di eventi che accompagna la fiera, Casa Loewe, lo spazio della maison spagnola a Seoul, ha ospitato una mostra del ceramista Jongjin Park, vincitore del LOEWE FOUNDATION Craft Prize 2026, premio internazionale dedicato all’artigianato contemporaneo. Le opere di Jongjin Park e di Dahye Jeong, che nel 2022 era stata la prima coreana a vincere il premio, sono state esposte anche in Material Practice, la nuova sezione della fiera dedicata al dialogo tra arte contemporanea e design.
BMW ha presentato nella propria lounge un’installazione di Lee Kang So, tra i protagonisti dell’arte sperimentale coreana degli anni Settanta, mentre MCM ha celebrato i 50 anni dalla fondazione con le opere di Kim Chang-ok realizzate in ottchil, la lacca vegetale tradizionale.
Un artista emergente presentato in fiera, una selezione tramite bando, la mostra di un vincitore di un premio per l’artigianato, la commissione a un artista affermato: sono modalità diverse, ma tutte mostrano come la fiera possa funzionare anche come un canale di collegamento tra artisti e imprese.
Un paesaggio ancora senza nome
Per le aziende italiane che guardano a una cooperazione con l’industria culturale coreana, Frieze Seoul non è soltanto un evento in cui misurare le dimensioni del mercato dell’arte. È anche un luogo in cui osservare quali artisti e progetti stiano crescendo, come gallerie e istituzioni stiano costruendo nuove partnership e in che modo le imprese possano partecipare ai processi creativi e produttivi, andando oltre la semplice sponsorizzazione.
Sono momenti come questi a dare forma al paesaggio culturale dei prossimi anni. Quello che si sta disegnando a Seoul non ha ancora un nome: chi vi prenderà parte e quale forma assumerà resta una questione aperta. Ed è proprio questa apertura a rappresentare un’opportunità per il mondo delle imprese.
LEGGI ANCHE:
FONTI:
A cura della Divisione Korean Desk di Consilia Business Management
프리즈 서울 2026: 아트페어 너머로 본 한국 아트씬의 오늘
올해로 5회째 개최된 프리즈 서울 2026이 9월 5일 코엑스에서 막을 내렸다. 30개 국가와 지역에서 130개가 넘는 갤러리가 참여했고, 나흘 동안 7만 명 이상이 다녀갔다. 프리즈는 1991년 런던에서 창간된 동명의 미술 잡지에서 출발해 현재 런던, 뉴욕, 로스앤젤레스, 서울 등에서 여덟 개의 아트페어를 여는 국제 미술 조직이다. 지난 5월 본 지면에서 프리즈 서울을 한국 미술계의 국제적 접점으로 소개한 바 있다. 올해 행사가 남긴 것을 짚어본다.
판매 실적은 약 60유로 상당의 소품부터 140만~160만 유로에 거래된 근대 회화까지 폭이 넓었다. 다만 올해 더 눈에 띈 것은 다른 숫자였다. 관람객의 출신지는 54개 국가와 지역으로 역대 가장 넓었고, 25개국 178개 미술관·기관에서 관계자가 참석해 참가 기관 수도 최고치를 기록했다.
명단을 보면 규모가 선명해진다. 미국에서는 메트로폴리탄 미술관, MoMA PS1, LACMA, 시카고현대미술관, 스튜디오 뮤지엄이, 유럽에서는 테이트, V&A, 서펜타인, 퐁피두, 스테델릭, 뭉크미술관, 루마 아를이 왔다. 아시아에서는 홍콩 M+, 도쿄 모리미술관, 상하이 UCCA, 싱가포르 아트뮤지엄이 이름을 올렸다.
아트페어는 작품을 사고파는 시장인 동시에 짧은 기간 동안 작가와 갤러리, 컬렉터와 큐레이터의 시선을 한 도시에 모으는 자리다. 같은 기간 서울시립미술관에서는 유영국, 국립현대미술관에서는 서도호와 크리스틴 선 킴, 리움미술관에서는 구정아, 뮤지엄 산에서는 이배의 전시가 열렸다. 서울 각지의 갤러리가 참여한 ‘네이버후드 나이츠’도 일정에 더해졌다. 짧은 일정으로 한국을 찾은 관람객이 한국 미술의 더 넓은 맥락을 함께 살펴볼 수 있었던 것이다.
2026년 수상자, 야광
올해 프리즈 서울 아티스트 어워드는 전인과 김태리가 결성한 서울 기반 시각예술 컬렉티브 야광에게 돌아갔다.
수상작 〈파사드 존(Facade Zone, 2026)〉은 페어 부스의 가벽을 해체한 뒤 목재 골조 형태로 재구성한 장소 특정적 설치작품이다. 그 안에는 한국 불화의 사천왕이 걸친 의복과 사슬, 갑옷에서 가져온 라텍스와 금속 조각이 놓였다. 작품을 보여주기 위해 세운 임시 구조 자체를 작업의 전면에 내세운 셈이다.
2023년 시작된 이 상은 한국에서 활동하는 신진·중견 작가가 신작을 제작해 페어에서 선보이도록 지원한다. 우한나(2023), 최고은(2024), 임영주(2025), 야광(2026)이 차례로 수상했다. 네 번의 수상 명단만으로 상 하나가 작가의 국제 경력을 만든다고 말하기는 이르지만, 수상 이후 무엇이 이어졌는지는 살펴볼 만하다. 2024년 수상자 최고은의 2년이 그 질문에 가장 구체적인 답을 준다.
서울에서 베니스로 넘어간 동파이프
최고은은 2024년 프리즈 서울에 신작 두 점을 선보였다. 폐기된 에어컨들을 활용한 〈화이트 홈 월: 웰컴(White Home Wall: Welcome)〉, 그리고 광택을 낸 동파이프를 완만한 곡선으로 구부려 전시장 가벽을 관통시킨 〈글로리아(Gloria)〉였다.
2년 뒤 최고은은 노혜리와 함께 제61회 베니스비엔날레 한국관에 참여했다. 최빛나 예술감독이 기획한 《해방공간: 요새와 둥지(Liberation Space: Fortress/Nest)》는 5월 9일 공개돼 11월 22일까지 이어진다. 여기서 선보인 〈메르디앙(Meridian)〉은 잘리고 갈라진 동파이프가 벽을 넘어 건물의 안팎을 가로지르는 작업이다. 일부는 울타리를 넘어 일본관 쪽까지 이어지는데, 두 국가관이 처음으로 함께 커미션한 작품이다.
사이에 또 하나의 접점이 있었다. 2025년 최고은은 문화체육관광부와 예술경영지원센터가 프리즈와 진행한 'Korean Artists Today'의 작가 10인에 선정돼, 해외 독자에게 소개됐다. 페어의 상, 공공기관의 해외 소개 사업, 국가관이라는 서로 다른 주체의 프로그램이 2년에 걸쳐 겹친 것이다.
그렇다고 이 과정을 원인과 결과로 묶을 수는 없다. 2026년 한국관은 한국문화예술위원회가 공개모집과 심사를 통해 선정한 예술감독의 기획으로 구성됐으며, 프리즈 서울 아티스트 어워드와는 공식적인 연계가 없다. 작가의 경력은 오랫동안 이어온 작업과 전시, 갤러리와 큐레이터, 기관과의 관계가 겹치며 만들어진다. 다만 프리즈는 그 축적된 작업을 새로운 제작 조건과 국제적인 시선에 연결한다.
최고은 작가 인터뷰:
수상 이후 해외 기관이나 큐레이터들과 작업을 매개로 만나는 기회가 이전보다 조금 더 많아진 것은 사실입니다. 작가로서 해오던 작업과 관계들이 계속 축적되는 과정에서, 프리즈 서울이라는 국제적인 플랫폼이 제 작업을 좀 더 넓은 관객에게 가시화하는 하나의 계기가 되었다고 생각합니다.
해외에서 전시할 때 ‘한국 작가’라는 배경이 제 작업을 바라보는 하나의 맥락으로 작동하는 경우는 분명히 있다고 생각합니다. 때로는 작품을 특정한 국가적 정체성 안에서 먼저 해석하게 만드는 틀이 될 수도 있지만, 그것이 반드시 방해가 된다고 생각하지는 않습니다.
처음에는 제 개인적인 경험이나 집 안에서 사용해온 친밀한 사물들에서부터 작업을 시작했지만, 작업을 전개해나갈수록 제가 다루는 우리의 삶을 이루는 인프라스트럭쳐를 서로 다른 도시와 삶의 환경에서 발견되는 공통의 구조로서 다시 바라보게 됩니다. ‘한국’이라는 배경 역시 제 작업을 규정하는 하나의 정체성이라기보다, 작업을 구성하는 여러 조건 가운데 하나로 열려 있기를 바랍니다.
기업과의 협업은 평소의 작업 환경에서는 시도하기 어려운 규모나 재료, 기술적 조건을 경험할 수 있다는 점에서 작가에게 새로운 가능성을 열어줄 수 있다고 생각합니다. 저 역시 기업과의 협업을 통해 기존 작업의 방법을 다른 환경과 조건 속에서 확장해보는 경험을 한 적이 있습니다.
다만 협업의 목적이나 브랜드의 이미지가 작품의 방향을 먼저 결정하기보다는, 작가가 자신의 작업적 질문과 판단을 유지하면서 서로의 비전을 충분히 공유할 수 있는 조건을 소통해나가는 과정이 중요하다고 생각합니다. 그런 조건이 만들어질 때 서로 다른 두 영역의 만남이 이전에는 없었던 새로운 가능성으로 이어질 수 있다고 생각합니다.
예술 너머, 산업이 그리는 풍경
올해 페어에서도 이런 만남은 여러 형태로 시험됐다. 여기에는 이탈리아의 기업과 갤러리도 참여하고 있다. 불가리는 2023년부터 아티스트 어워드를 후원해 신작 커미션을 뒷받침해왔다. 신진 갤러리를 소개하는 ‘포커스(Focus)’ 섹션은 스톤 아일랜드와의 협업으로 운영된다. 스톤 아일랜드는 지금까지 프리즈의 12개 페어에서 130개가 넘는 갤러리의 212개 프레젠테이션을 지원했다. 올해는 로마의 마테리아(Matèria)가 벡바타르 엥흐투르의 백랍 조각을 선보여 포커스 스탠드 프라이즈 특별 언급을 받았다. 거래 현장에도 이탈리아가 있었다. 토리노와 런던에 기반을 둔 마촐레니(Mazzoleni)가 참가해, 한국 컬렉터의 관심이 근대 거장과 동시대 작가 양쪽으로 넓어지고 있다고 평했다.
후원은 전시 지원에만 머물지 않는다. 올해 프리즈 서울에서는 기업이 한국 작가에게 직접 제작을 의뢰한 사례가 여럿 나왔다.
스톤 아일랜드는 포커스 섹션에 참여한 서울 갤러리 캡션의 작가 이용재와 이번 페어를 위한 티셔츠 프로젝트를 함께 진행했다. 국제 무대 소개와 브랜드 협업이 같은 주에 이뤄진 셈이다.
휠라는 공모를 택했다. 'Silver'를 주제로 공개 모집한 FILA COLORE 프로젝트에 지근욱, 김기웅, 사샤 노르트마이어가 선정됐고, 프로젝트는 페어 이후 프리즈 하우스 서울로 이어진다. 1911년 이탈리아 비엘라에서 출발한 휠라는 2007년 한국 기업이 됐다.
공예 쪽에서는 로에베가 있다. 2026년 로에베 공예상을 받은 박종진의 전시가 프리즈 주간에 카사 로에베에서 열렸고, 2022년 첫 한국인 수상자 정다혜와 함께 두 사람의 작업은 머티리얼 프랙티스 섹션에도 소개됐다. BMW는 이강소의 라운지 설치를, MCM은 창립 50주년을 맞아 김창옥의 옻칠 작업을 선보였다.
신진 작가의 소개, 공모 선정, 공예상 수상자의 전시, 중견 작가의 커미션. 층위는 다르지만 방향은 같다. 페어가 작가와 산업이 만나는 통로로 작동한다는 것이다.
아직 이름 붙지 않은 풍경
한국 문화산업과의 협력을 모색하는 이탈리아 기업에게 프리즈 서울은 단순히 미술시장의 규모를 확인하는 행사가 아니다. 지금 어떤 작가와 프로젝트가 성장하고 있는지, 갤러리와 기관이 어떻게 새로운 협력 관계를 만들어가는지, 기업이 단순한 후원을 넘어 창작과 제작 과정에 어떻게 참여할 수 있는지를 살펴볼 수 있는 기회다.
이런 순간들이 앞으로의 문화적 풍경을 만들어간다. 서울에 그려지고 있는 이 풍경에는 아직 이름이 없다. 누가 참여하고 어떤 모습으로 만들어갈 것인지가 여전히 열려 있다는 뜻이고, 산업에는 그 점이 기회가 된다.
더보기:
주요 출처:
글 | Consilia Business Management 코리안 데스크
BACK TO TOP

HEADQUARTER
Legal office: Via Garofalo, 4
20133, Milano (MI)
Office: Corso Europa, 13
20122, Milano (MI)
info@consiliabm.com
P.IVA 04406860967 - All rights reserved
HEADQUARTER
Legal office: Via Garofalo, 4
20133, Milano (MI)
Office: Corso Europa, 13
20122, Milano (MI)
info@consiliabm.com
SOCIAL MEDIA
