

10 LUGLIO
GIUGNO IN PASSERELLA: IL NUOVO VOLTO DELLA MODA MASCHILE
KOREAN DESK
5 MIN READ
Nel mese di giugno, la moda maschile diventa protagonista di un percorso che attraversa Parigi, Firenze e Milano, intrecciando passerelle, showroom e nuove geografie creative. Dalla centralità della Paris Men’s Fashion Week al ruolo di IDEAL Showroom come ponte tra Corea ed Europa, fino al dialogo tra Pitti Uomo, brand coreani e menswear italiano, emerge un settore sempre più internazionale, sperimentale e strategico.
Nella foto di copertina: Sfilata SS27 Louis Vuitton, Paris Men's Fashion Week. Photo Credit © Louis Vuitton
La settimana della moda uomo parigina ridefinisce il concetto di branding del lusso
La recente Paris Men’s Fashion Week, svoltasi dal 23 al 28 giugno 2026, ha accolto 74 brand e 36 sfilate, contribuendo in modo significativo a rafforzare l’identità dei marchi attraverso un profondo coinvolgimento emotivo e una forte presenza del pubblico globale online. Ne è un esempio la spettacolare presentazione di Louis Vuitton, che sotto la direzione creativa di Pharell Williams, ha presentato la propria collezione su una spiaggia dominata da un’onda anomala, concentrandosi su tagli sartoriali dandy e look ispirati al surf.
La collezione uomo di Jonathan Anderson per Dior, allestita al Musée Nissim de Camondo di Parigi, ha proposto una visione contemporanea dell'eleganza, combinando capi dall'estetica volutamente vissuta con dettagli più audaci ed eccentrici. I giardini del museo hanno contribuito a creare un’atmosfera rilassata e suggestiva, conferendo alla sfilata un carattere quasi cinematografico.
Se Louis Vuitton ha puntato sullo sfarzo e Dior ha seguito un approccio più tradizionalista, Saint Laurent ha invece dimostrato l’importanza dell’intramontabilità. Anthony Vaccarello ha infatti presentato la propria collezione nella Rotonda della Borsa di Commercio, utilizzando la mostra dell’artista giapponese Fujiko Nakaya e l’effetto della nebbia per conferire fascino agli abiti, che emergevano progressivamente dalla coltre. L’obiettivo era quello di rendere il marchio immediatamente riconoscibile, attraverso un connubio tra sartorialità sensuale, proporzioni fluide e trasparenza contenuta, talvolta arricchite con tocchi dorati e dettagli metallici.
Tra i temi ricorrenti di questa Fashion Week emerge la volontà dei marchi del lusso di rafforzare la propria identità attraverso narrazioni capaci di instaurare un rapporto più profondo con il pubblico. Sul piano stilistico, si afferma invece un'estetica che privilegia silhouette morbide, volumi rilassati e una sartoria sempre meno rigida, in cui il fascino dell'imperfezione prevale su un'idea di perfezione formale.

Louis Vuitton

Pharrell Williams

Dior

Dior

Saint Laurent
IDEAL Showroom: la Corea del Sud dietro le quinte della moda parigina
Nel contesto della Paris Men’s Fashion Week SS27 si è rafforzato notevolmente il ruolo degli showroom e delle sales campaigns parallele al calendario ufficiale. Si distingue in particolare IDEAL Showroom, agenzia sudcoreana con sede principale a Seoul e guidata da Richard Chun. Nata con una forte proiezione internazionale, IDEAL ha avviato la propria attività di showroom a New York nel 2008, per poi svilupparsi nei principali hub della moda globale, tra cui Parigi, Milano e Londra, collaborando con oltre 300 marchi, negozi e importanti showroom. Durante la settimana della moda maschile parigina, ha tenuto la propria campagna vendite SS27 nella location11 Rue Portefoin, portando una selezione di marchi coreani di menswear come Coor, Mmic, Re, Code e Xlim.
La presenza di IDEAL ha quindi evidenziato come la settimana della moda parigina non funzioni solo come piattaforma spettacolare e mediatica, ma anche come spazio commerciale e relazionale, in cui agenzie asiatiche favoriscono l’incontro tra designer, buyer internazionali e mercati globali. In questo senso, IDEAL rappresenta il crescente ruolo della Corea del Sud non solo come mercato di consumo del lusso e della moda, ma anche come attore attivo nella distribuzione, promozione e internazionalizzazione dei brand.

IDEAL Showroom,11 Rue Portfoin, Parigi. Photo Credit © Fashionbiz
Il ritorno al prodotto: l’eleganza essenziale di Milano Moda Uomo
Come a Parigi, anche a Milano il concetto di lusso diventa sempre più orientato all’essenzialità e l’eleganza si fonde con un ritorno al valore concreto del prodotto. Molti designer hanno infatti riscoperto una ricerca basata su proporzioni misurate, funzionalità e un’idea di eleganza maschile più personale, meno codificata.
Miuccia Prada ha spiegato che la collezione uomo SS27 nasce proprio dalla volontà di prendere le distanze da tutto ciò che si traduce in forme esasperate e costruzioni elaborate. In questa direzione, Prada e Raf Simons hanno sviluppato la collezione intorno al jeans, capo universalmente riconoscibile e privo di complessità formale, scelto come simbolo di semplicità e immediatezza.
Anche Giorgio Armani, con Leo Dell’Orco, propone un’idea di lusso rilassata ma rigorosa, in cui emerge soprattutto la ricerca sui materiali: lino irregolare, shantung che richiama l’aspetto del denim e superfici dall’effetto vissuto, quasi scolorite dal sole e della salsedine.
Si inseriscono in questa stessa riflessione anche Ralph Lauren, che riafferma il proprio concetto estetico allontanandosi dalle tendenze e ponendo la funzionalità al centro della collezione; Paul Smith, che riprende i propri archivi degli anni Novanta per riaffermarne la rilevanza contemporanea; e infine Thom Brown, tradizionalmente associato ad una riconoscibile teatralità sartoriale, riporta l’attenzione sull’anatomia del capo.
Il fil rouge di questa Milano Moda Uomo risiede quindi nel valore del prodotto come sintesi di ricerca, funzione e desiderio. Non emerge più l’obiettivo di stupire attraverso l’eccesso, ma piuttosto il bisogno di costruire un’eleganza più consapevole e profondamente legata alla qualità del capo.

Prada

Armani

Thom Browne

Simon Cracker
Pitti Uomo 110: JiyongKim e il menswear oltre la sfilata
Accanto a Parigi e Milano, anche Firenze si conferma una protagonista centrale del mese di giugno per la moda maschile internazionale. Se entrambe le fashion week rappresentano il momento più visibile e mediatico del sistema moda, Pitti Immagine Uomo assume invece il ruolo di piattaforma commerciale, curatoriale e sperimentale, capace di mettere in relazione brand, buyer, designer emergenti e mercati globali.
Giunta alla 110ª edizione, la manifestazione si svolge con cadenza semestrale alla Fortezza da Basso, per presentare le collezioni uomo per le stagioni primavera/estate e autunno/inverno. L'edizione del 16-19 giugno 2026 ha riunito oltre 720 brand provenienti da più di 30 Paesi, ciascuno con le proprie nuove proposte di moda maschile, suddivise in cinque sezioni: Fantastic Classic, Futuro Maschile, Superstyling, Dynamic Attitude e I Go Out.
Tra i marchi presenti, si è distinto JiyongKim, brand fondato dall’omonimo designer sudcoreano Jiyong Kim, già apprezzato dalla critica internazionale dopo essersi distinto tra i migliori talenti dell'edizione 2024 del LVMH Prize. Il designer ha scelto di allontanarsi dal format tradizionale della sfilata, cercando di offrire un’esperienza più immersiva e capace di interagire continuamente con l’ambiente circostante. Ha infatti allestito una mostra per ripercorrere i suoi anni di ricerca sugli effetti del Sun-Bleach, celebre tecnica applicata a diverse tinture naturali e composizioni tessili. L’installazione presentava 34 cappotti identici appesi in successione, illustrando il processo di decolorazione al sole dal giorno 0 al giorno 100. Il brand sudcoreano è così riuscito a trasformare il formato fieristico in un'esperienza quasi museale, in cui il capo non veniva presentato come un semplice prodotto finito, ma raccontato attraverso il percorso di ricerca e sperimentazione che ne ha guidato lo sviluppo.
In questo senso, la presenza di JiyongKim a Firenze non va letta come un episodio isolato, ma come parte di una dinamica più ampia: la crescente centralità della Corea del Sud nel sistema internazionale della moda maschile, non solo come mercato di consumo, ma anche come laboratorio creativo capace di dialogare con le principali piattaforme europee del settore.
Nel loro insieme Parigi, Milano e Firenze delineano quindi tre prospettive complementari sul futuro della moda maschile: Parigi come vetrina globale del lusso e della sua capacità narrativa, Milano come luogo del prodotto e della qualità, Firenze come spazio di scouting e sperimentazione. All’interno di questo sistema, la Corea del Sud emerge non solo come mercato strategico o fonte di influenza culturale, ma come attore creativo e commerciale sempre più presente nei circuiti internazionali del menswear.

JiyongKim esplora lo scorrere del tempo con un'installazione Sun-Bleached al Pitti Uomo 110. Photo Credit © Hypebeast
FONTI:
A cura della Divisione Korean Desk di Consilia Business Management
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