

14 NOVEMBRE
INCLUSIONE FINANZIARIA E TUTELE PER IMPRESE E CITTADINI: COSA CAMBIA CON IL DDL CONTI CORRENTI
GOVERNANCE RISK & CONTROL
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La recente approvazione alla Camera del Disegno di Legge noto come DDL Conti Correnti (C. 1091-1240-A) rappresenta uno sviluppo significativo nei rapporti tra cittadini, imprese e istituti di credito. Il nuovo quadro normativo introduce il principio dell’obbligo di contrarre da parte delle banche e limita fortemente la facoltà di recesso unilaterale dai rapporti di conto corrente con saldo attivo. Una novità che interessa da vicino non solo i privati cittadini, ma in modo particolare alcune categorie imprenditoriali, tra cui gli Operatori Compro Oro, i prestatori di servizi di gioco, i prestatori di servizi per le cripto-attività e altri soggetti che negli ultimi tempi hanno subito la chiusura dei propri conti correnti, allo stesso tempo, si sono visti rifiutare l’apertura di nuovi rapporti bancari da parte di numerosi Istituti di Credito operanti su tutto il territorio nazionale.
Il tema alla base del provvedimento è quello dell’inclusione finanziaria, ossia la garanzia che ogni soggetto – persona fisica o giuridica – possa disporre di un conto corrente attivo per svolgere le operazioni economiche essenziali. Il conto corrente, infatti, costituisce oggi uno strumento indispensabile per la gestione della vita quotidiana e dell’attività d’impresa: dall’accredito di stipendio o compensi, ai pagamenti ricorrenti, fino alle transazioni commerciali.
La genesi del provvedimento
Negli ultimi anni si sono moltiplicate le segnalazioni di consumatori e aziende i cui conti correnti sono stati chiusi senza spiegazioni o con motivazioni generiche, pur in assenza di insolvenze o comportamenti irregolari. Questo fenomeno ha riguardato in modo particolare alcuni settori percepiti come “a rischio” dal sistema bancario, tra cui gli Operatori Compro Oro e altri soggetti, che, pur operando nel pieno rispetto delle normative antiriciclaggio, si sono spesso trovati a fronteggiare difficoltà di accesso o mantenimento dei rapporti bancari.
La conseguenza più grave di queste chiusure unilaterali era la possibilità che il soggetto coinvolto venisse considerato “non bancabile”, venendo così di fatto escluso dal sistema finanziario, con ripercussioni immediate sull’operatività e sulla continuità aziendale.
Il DDL nasce proprio con l’obiettivo di interrompere questa dinamica di esclusione.
Cosa prevede il Disegno di Legge
Il testo approvato introduce l’articolo 1857-bis nel Codice Civile e modifica l’art. 33 del Codice del Consumo. I punti chiave sono:
1. Obbligo per le banche di aprire un conto corrente a chiunque lo richieda, fatte salve le verifiche previste dalle normative antiriciclaggio (AML) e di contrasto al finanziamento del terrorismo.
2. Obbligo di motivare per iscritto un eventuale diniego, entro 10 giorni dalla richiesta.
3. Divieto di recesso unilaterale dal conto corrente a tempo determinato o indeterminato quando il saldo è attivo, salvo motivazioni riconducibili al rispetto delle norme AML/CTF.
4. Abrogazione della norma che consentiva alle banche di recedere senza preavviso in caso di “giustificato motivo”, ritenuta eccessivamente generica e suscettibile di abusi.
Il provvedimento, in sostanza, riequilibra il rapporto contrattuale tra banca e cliente, riconoscendo che il conto corrente non è un servizio secondario, ma un presupposto essenziale per la piena partecipazione alla vita economica.
Le criticità sollevate dal settore bancario
L’ABI (Associazione Bancaria Italiana) ha espresso riserve sul DDL, sostenendo che:
• Il fenomeno delle chiusure dei conti non è sistemico.
• La norma introdurrebbe una limitazione alla libertà contrattuale degli istituti.
• Vi sarebbe un potenziale disallineamento rispetto al quadro normativo europeo.
Tuttavia, il legislatore ha ritenuto prevalente l’esigenza di tutelare il diritto di accesso al sistema finanziario, soprattutto in relazione a casi documentati di chiusure non adeguatamente motivate.
Implicazioni per gli operatori del settore oro e gli altri soggetti “deboli”
Proprio gli operatori del settore dell’oro, insieme ad altri soggetti che gli indicatori di anomalia¹ tradizionalmente considerano a maggior rischio di riciclaggio, sono tra i soggetti che più possono beneficiare di questa norma. Negli anni, molte attività Compro Oro hanno visto chiudere i propri conti correnti sulla base di valutazioni discrezionali da parte delle banche, spesso non accompagnate da spiegazioni dettagliate. Questo ha determinato:
• Difficoltà nel garantire continuità operativa.
• Costi aggiuntivi per l'apertura di nuovi rapporti bancari.
• Tensioni nella gestione dei rapporti con clienti e fornitori.
• In alcuni casi, rischio di blocco dell’attività.
Il nuovo quadro normativo tutela quindi questi operatori, a condizione che dispongano di adeguati presidi di compliance, in particolare sul fronte dell’antiriciclaggio. La tracciabilità delle operazioni e la trasparenza dei flussi finanziari restano elementi non solo obbligatori, ma strategici.
Il ruolo della consulenza: un supporto concreto
In questo contesto, Consilia si conferma partner qualificato per gli operatori del comparto preziosi, attraverso attività di:
• Consulenza gestionale e di business per pianificazione, budgeting e ottimizzazione dei processi operativi.
• Ottimizzazione dei processi gestionali e miglioramento dell’organizzazione interna.
• Predisposizione e aggiornamento degli assetti di Governance, per garantire piena conformità normativa e riduzione dei rischi penali e reputazionali.
• Rafforzamento del sistema dei controlli interni, con particolare attenzione agli obblighi di legge e alle disposizioni antiriciclaggio (AML).
• Assistenza alla Funzione Antiriciclaggio, nelle attività operative e metodologiche necessarie all’osservanza del D.Lgs. 231/2007 e delle disposizioni della Banca d’Italia e UIF.
• Affiancamento alla Funzione Compliance, anche in regime di esternalizzazione, per garantire il costante allineamento alla normativa vigente.
• Supporto alla Funzione Internal Audit, anche tramite esternalizzazione, nelle attività di verifica periodica del rispetto delle policy aziendali e dei requisiti normativi.
• Gestione dei rapporti con banche e Autorità di Vigilanza, favorendo trasparenza, dialogo e prevenzione di criticità.
• Assistenza durante ispezioni e audit esterni, inclusa la gestione delle eventuali fasi difensive.
• Redazione e aggiornamento della documentazione informativa e contrattuale, per assicurare trasparenza verso gli utenti.
• Percorsi formativi operativi e strategici, finalizzati a mantenere elevati standard professionali e una cultura aziendale orientata alla compliance.
La capacità di dimostrare un assetto amministrativo solido e procedure antiriciclaggio ben strutturate non solo contribuisce a evitare contestazioni, ma rafforza l’immagine aziendale e la sua affidabilità agli occhi delle istituzioni bancarie e più in generale del mercato.
A cura della Divisione GRC di Consilia Business Management
[1] Provvedimento della UIF del 12 maggio 2023
cover photo credit: https://visita.camera.it/node/68
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