

15 GIUGNO
NUOVE INDICAZIONI UIF SULLE MISURE RESTRITTIVE DELL’UNIONE EUROPEA
GOVERNANCE RISK & CONTROL
3 MIN READ
Il 7 maggio 2026 l’UIF ha pubblicato la Comunicazione “Prevenzione di attività illecite connesse con la violazione di misure restrittive dell’Unione Europea” con cui illustra le novità normative e fornisce indicazioni operative ai soggetti obbligati, tra cui banche e intermediari finanziari, per prevenire, individuare e segnalare le violazioni o le elusioni delle misure restrittive, cioè le sanzioni imposte dall’Unione Europea.
La Comunicazione richiama l’attenzione su quattro principali profili: le novità normative con l’introduzione di nuovi reati, gli obblighi di segnalazione e valutazione del rischio, gli indicatori di anomalia e le tecniche di elusione, nonché le indicazioni operative rivolte ai soggetti obbligati.
Le novità normative introdotte dal d.lgs. 211/2025
Il d.lgs. 211/2025, in vigore dal 24 gennaio 2026, ha recepito la Direttiva (UE) 2024/1226, trasformando la violazione delle misure restrittive in un illecito di rilevanza penale.
In particolare, sono stati introdotti nuovi articoli nel Codice penale (275-bis, 275-ter, 275-quater e 275-quinquies), che puniscono l’elusione delle sanzioni, l’omessa comunicazione di informazioni alle autorità e la violazione delle autorizzazioni.
Obblighi di segnalazione e valutazione del rischio
I nuovi reati rientrano tra le attività criminose che fanno scattare l’obbligo di Segnalazione di Operazione Sospetta.
L’UIF chiarisce che il sospetto deve essere valutato considerando sia gli elementi soggettivi come nominativo, dati anagrafici ed eventuali collegamenti con soggetti listati, sia le caratteristiche oggettive dell’operatività rilevata.
Indicatori di anomalia e tecniche di elusione
I soggetti obbligati sono chiamati a prestare la massima attenzione a:
• schermature societarie, realizzate mediante catene partecipative complesse, opache e transnazionali;
• triangolazioni finanziarie, basate sullo spostamento di fondi tramite prestatori di servizi in Paesi extra-UE che non applicano sanzioni, con successivo rientro dei fondi in Europa;
• uso di strumenti tecnologici, quali cripto-attività, IBAN virtuali e reti VPN, utilizzati per dissimulare l’origine o la destinazione dei fondi, oppure per nascondere la reale posizione geografica di chi opera;
• raccolte fondi opache, realizzate tramite ONG, attivisti o piattaforme digitali e destinate ad aree di conflitto, che potrebbero nascondere violazioni delle sanzioni;
• commercio internazionale, con riferimento ad anomalie nei flussi di beni di lusso, prodotti petroliferi e siderurgici, macchinari ad alta tecnologia e beni a duplice uso, spesso movimentati tramite facilitatori ricorrenti.
Le indicazioni operative per i soggetti obbligati
Per rendere più immediata l’individuazione e la classificazione di queste operazioni, l’UIF introduce in via sperimentale il nuovo codice “V01 – Operatività connessa con violazione di misure restrittive dell’Unione”. Il codice dovrà essere utilizzato obbligatoriamente nelle Segnalazioni di Operazioni Sospette relative a possibili violazioni o elusioni delle misure restrittive.
Sul piano organizzativo, la Comunicazione richiede, infine, di aggiornare le procedure interne e di formare adeguatamente il personale incaricato della valutazione delle operazioni anomale, per garantire l’efficacia della normativa.
Dalle indicazioni UIF alla gestione operativa del rischio
Le novità richiamate dalla Comunicazione UIF evidenziano come il presidio sulle misure restrittive dell’Unione Europea non possa essere limitato a un controllo formale sulle liste sanzionatorie. Al contrario, richiede una valutazione concreta dell’operatività, delle controparti coinvolte, delle eventuali strutture societarie utilizzate e degli elementi che possono indicare fenomeni di elusione.
L’introduzione di nuovi reati, il collegamento con l’obbligo di Segnalazione di Operazione Sospetta e l’utilizzo del nuovo codice “V01 – Operatività connessa con violazione di misure restrittive dell’Unione” rendono necessario un aggiornamento dei presidi interni, delle procedure e delle competenze del personale incaricato della valutazione delle operazioni anomale.
In questo contesto, la formazione assume un ruolo centrale: rafforzare la capacità di individuare tempestivamente possibili violazioni o elusioni delle misure restrittive rappresenta il primo passo per rendere il sistema di controllo più efficace.
Consilia è al fianco di Banche e Intermediari Finanziari nell’evoluzione dei presidi di controllo e nella diffusione di una cultura della compliance, contribuendo a trasformare gli adempimenti normativi in strumenti di consapevolezza, tutela e creazione di valore.
A cura della Divisione GRC di Consilia Business Management
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