

03 APRILE
RUNNING ECONOMY: PERCHÉ LA COREA DEL SUD È DIVENTATA UN LABORATORIO STRATEGICO PER I BRAND GLOBALI
KOREAN DESK
4 MIN READ
Con 40.000 partecipanti e 173 atleti élite provenienti da nove Paesi, la Seoul Marathon 2026 si conferma uno dei principali eventi sportivi globali, capace di trasformare il running da semplice attività fisica in fenomeno culturale, sociale ed economico. In Corea del Sud, correre non significa solo allenarsi: è diventato uno stile di vita, un driver per il business e una piattaforma per brand internazionali che mirano ad affermarsi nel mercato asiatico.
Fondata nel 1931, la maratona di Seoul è la più antica continuativa in Asia ed è l’unica coreana a detenere la World Athletics Platinum Label. La combinazione di storia, prestigio internazionale e mass participation, con migliaia di runner amatoriali coinvolti accanto agli atleti professionisti, crea un ecosistema unico, dove performance e lifestyle si alimentano reciprocamente.
Nel panorama globale delle maratone, il vertice è occupato dalle World Marathon Majors che includono New York, Londra, Berlino e Tokyo, mentre altre gare, come ad esempio Parigi, si collocano in una seconda fascia di alto livello per il loro forte impatto mediatico e turistico. In questa categoria rientra anche la maratona di Seoul, che sta guadagnando rilevanza grazie a numeri in crescita, qualità organizzativa e crescente visibilità internazionale. Oggi rappresenta una piattaforma strategica in Asia e uno degli eventi con maggiore potenziale di sviluppo nel running globale.
Correre a Seoul: un gesto quotidiano
A Seoul, correre è diventato un gesto quotidiano. Non esclusivamente legato all’attività sportiva, ma a una sfera di bisogni più ampia: benessere mentale, appartenenza, equilibrio. Nei parchi lungo il fiume Han e nei quartieri centrali, la corsa si intreccia con la vita sociale, trasformandosi in un rituale routinario.
Il profilo del runner coreano è prevalentemente costituito da professionisti urbani tra i 25 e i 45 anni, con uno stile di vita attivo e fortemente connesso, motivati non solo dalla performance ma anche da salute, sfida personale, esperienze e senso di appartenenza.
I running club si moltiplicano, spesso organizzati attraverso piattaforme digitali, e diventano luoghi di relazione prima ancora che di allenamento. Correre insieme significa condividere tempo, obiettivi e valori. Accanto alla dimensione collettiva, emerge però anche una tendenza più recente: l’aumento dei runner solitari. Per una parte crescente della popolazione, questa pratica rappresenta uno spazio personale di introspezione e gestione dello stress. La corsa diventa quindi un elemento distintivo della cultura metropolitana e del modo in cui i suoi abitanti vivono il tempo, lo spazio e le relazioni.
Lululemon: dall’evento alla piattaforma commerciale
Un esempio particolarmente significativo è l’iniziativa SEOUL 2026 Run Community Lounge, organizzata da Lululemon al Lotte World Mall dal 7 al 17 marzo, in parallelo alla Seoul Marathon. Non si tratta di un’attivazione isolata, ma un progetto costruito attorno al calendario dell’evento, pensato per intercettare e accompagnare runner prima, durante e dopo la gara.
Nei giorni precedenti, il programma si è sviluppato in modo progressivo: sessioni per principianti dedicate a postura e respirazione, allenamenti intermedi e avanzati focalizzati sul miglioramento della performance, tutti guidati da ambassador del brand. Il 14 marzo, alla vigilia della maratona, è stato organizzato uno Shakeout Run, una corsa leggera pensata per preparare fisicamente e mentalmente i partecipanti.
Il culmine dell’iniziativa è arrivato il giorno della maratona, quando lo spazio si è trasformato in un vero e proprio hub post-gara. All’interno del Clubhouse, i runner hanno trovato servizi di recovery, crioterapia, dry sauna, programmi di recupero, affiancati da un’area food & beverage. A questi si sono aggiunti elementi ad alto valore simbolico e commerciale: incisione di medaglie e borracce, personalizzazione dei prodotti e stampa grafica in-store per chi acquistava capi della collezione.
Il risultato è un modello estremamente interessante: circa 10.000 visitatori in 11 giorni, ma soprattutto una perfetta integrazione tra evento sportivo, retail e servizio. Lululemon non si limita a vendere prodotto, ma costruisce un percorso completo che accompagna il runner lungo tutto il ciclo dell’esperienza: preparazione, gara, recupero, memoria.
Dal punto di vista commerciale, questo approccio offre alcuni spunti chiave:
• trasformare i momenti di picco (eventi, gare) in piattaforme di attivazione retail;
• integrare servizi (recovery, coaching) per aumentare il tempo di permanenza e il valore per cliente;
• utilizzare la personalizzazione come leva di conversione e fidelizzazione;
• costruire community fisiche temporanee ma ad alta intensità.
On Running: retail, community e infrastruttura
Una logica diversa ma complementare è quella adottata da On Running, che in Corea sta costruendo una presenza strutturata su più livelli.
L’apertura il 12 marzo 2026 del primo flagship store indipendente a Hannam-dong segna il passaggio da una presenza in department store a un modello diretto. Lo spazio, sviluppato su più piani, non è solo retail: è progettato come esperienza immersiva, ispirata ai percorsi di running notturni di Seoul.
Elemento centrale è il Run Hub, uno spazio dedicato alla community dove si svolgono attività dell’On Run Club, eventi e programmi in-store. Il negozio diventa così un punto di aggregazione stabile, non legato a un singolo evento ma integrato nella quotidianità dei runner.
Dal punto di vista commerciale, On lavora su tre leve:
• prodotto innovativo
• spazio fisico esperienziale
• community continuativa
Ma la strategia non si ferma al retail. Nel febbraio 2026, il brand ha inaugurato un impianto produttivo altamente tecnologico nei pressi di Busan, focalizzato sulla tecnologia LightSpray: una fabbrica automatizzata con 32 robot, progettata per produrre scarpe in modo più rapido, sostenibile e vicino ai mercati di consumo.
Questa doppia presenza, Seoul per il brand e Busan per la produzione, evidenzia un punto chiave: la Corea non è solo un mercato finale, ma un hub strategico lungo tutta la catena del valore.
Un mercato in rapida crescita
Oltre alla dimensione culturale, il running in Corea del Sud rappresenta oggi un segmento economico in crescita. Il mercato del running gear ha raggiunto nel 2024 un valore stimato di circa 839 milioni di USD, con una previsione di crescita fino a 1,4 miliardi di USD entro il 2033, pari a un CAGR del 5,2 %, mentre a livello globale supera i 112 miliardi di USD nel 2026, con l’Asia-Pacifico tra le aree più dinamiche.
Seoul corre insieme ai runner
A sostenere questa crescita contribuisce anche l’infrastruttura urbana. Durante la Seoul Marathon 2026, la città ha implementato soluzioni avanzate: partenza anticipata per ridurre il traffico, chiusure stradali dinamiche, QR code alle fermate dei mezzi pubblici per ricevere informazioni in tempo reale e notifiche SMS ai residenti.
Un approccio “digital-first” che riduce le frizioni e integra l’evento nella vita urbana.
Running come entry point strategico
Il caso coreano dimostra come il running possa diventare un vero e proprio punto di ingresso strategico per le aziende internazionali, non solo per testare prodotti, ma per costruire modelli di presenza più articolati.
La Seoul Marathon rappresenta una piattaforma globale ad alta visibilità, capace di attrarre attenzione mediatica, flussi internazionali e una community locale estremamente attiva. Allo stesso tempo, iniziative come il Run Community Lounge di Lululemon e il flagship store di On Running mostrano come sia possibile tradurre questa visibilità in presenza concreta sul territorio.
Il punto chiave è il passaggio da logiche tradizionali (ingresso nel mercato, distribuzione, vendita) a modelli più integrati, in cui il running diventa una piattaforma trasversale che connette più dimensioni:
• brand building, attraverso eventi e community
• retail esperienziale, che supera la semplice transazione
• servizi, come training, recovery e personalizzazione
• supply chain, sempre più localizzata e tecnologica
Per i brand entrare in Corea del Sud non significa solo vendere prodotto, ma sapersi inserire in un ecosistema già evoluto, dove consumatori, città e infrastrutture sono interconnessi.
Questo implica un cambio di approccio: non basta adattare l’offerta, ma è necessario progettare esperienze, costruire relazioni e dialogare con una community altamente ingaggiata e consapevole.
In questo senso, il running rappresenta un linguaggio universale, accessibile e altamente sociale, che permette ai brand di attivare rapidamente connessioni locali, testare format e scalare modelli replicabili in altri mercati asiatici.
Immagine di Copertina – Photo Credit 송은석 기자 (Song Eunsuk, Journalist) silverstone@donga.com
A cura della Divisione Korean Desk di Consilia Business Management
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